Marcel Duchamp. La vita a credito.

aprile 10th, 2012 § 0

Comprò una tintoria con un amico a new york per chiuderla dopo due mesi. Tingere e dipingere gli suonavamo bene insieme. Marcel Duchamp l’anima più viva dell’arte contemporanea. Ha lasciato tutti ai suoi piedi. Ha fatto il passo più importante. Grazie Marcel. Hai aperto gli occhi a chi li voleva aprire.
Giocando a scacchi, amando le donne, decidendo di non fare niente, lasciando a poco a poco il pennello appoggiato al tavolo e ironizzando su artisti e personaggi che spesso si prendevano troppo sul serio.


E’ dei nostri Marcel. L’alfiere e la regina, protagonisti di una vita lunga e decisiva.
Lasciarsi andare ai piaceri della propria esistenza. Cosa ti fa felice? Ebbene cerca di farlo a tutti i costi con tutta la serenità di questo mondo.
Il nudo che scende la scale, tutto è cominciato da lì. E poi lo scolabottiglie, la pala, l’orinatoio, R.Mutt, Rrose Selavy. E tanto tanto altro.
E’ tutto scritto in un libro bellissimo della casa editrice Johan & Levi.
La vita a credito.

Perché di Marcel Duchamp dovrebbero essercene di più. Perché di Marcel Duchamp bisogna conoscere tutto. Perchè Marcel Duchamp è l’arte contemporanea.
Marcel Duchamp. Evviva Marcel Duchamp.

Takaaki Izumi

aprile 2nd, 2012 § 0

Si chiama Blue è un’ opera del 2002. Qui è la tristezza a dominare, è il silenzio con un misto di rassegnazione a voler fare la voce grossa. La figura seduta per terra con la schiena appoggiata malinconicamente alla parete non ha bisogno di parlare e agitarsi per far capire quello che sta provando. È triste. Ha il capo chino e le braccia pesantemente appoggiate per terra. È immobile. Ma non per sempre. Basta fare un passo avanti, non fermarsi alla prima impressione. La parola “blue” del titolo che vuol dire “triste” in inglese, è anche legata al colore brillante e appariscente del telo cerato utilizzato per dare forma al corpo della figura protagonista. Un attimo. Un telo cerato, blu luccicante con la forma di un corpo, con tanto di collana al collo fatta con un laccio e per giunta depresso? Forse alla fine non mette così tristezza. Pensiamoci bene. Riguardandola, l’idea fa ridere.

Ecco Takaaki Izumi, sempre pronto a sorprendere chi guarda le sue opere. Disorienta lo spettatore e lo lascia senza parole. Ma, nello stesso tempo, gli concede il lusso di capire, sorridendo, che osservare l’oggetto da un altro punto di vista è possibile.

Il titolo è Nude (2006). Facile lasciarsi attrarre da quest’opera d’arte. Nella stanza ci accolgono eleganti sculture raffiguranti schiene di donne. Silhouette perfette, sensuali, accattivanti. Ingannatrici. La prima sensazione è quella che siano abilmente scavate nel marmo. Sbagliato. Che sia resina? Sbagliato di nuovo. Facciamo viaggiare la fantasia. Basta un piccolo gesto, girare intorno ai busti. Ed ecco lo stupore e la risata. Non solo i dorsi sono di gommapiuma, ma la loro perfezione di linea e la delicatezza dei contorni, colti all’entrata della sala espositiva, scompaiono nel momento della scoperta dell’inganno.

Takaaki izumi crea velocemente e d’istinto. Si lascia attirare da ciò che attorno a lui succede. Coglie al volo aspetti originali delle cose e inventa. Lasciando in dono al fruitore la possibilità di emozionarsi e divertirsi. E magari di seguirlo nell’intento di guardare le cose con altri occhi.

Grapefruitartbooks e Pulled-up. Nuove collaborazioni

marzo 30th, 2012 § 0

http://www.pulled-up.it/

http://www.pulled-up.it/2012/03/atroce-book-di-james-kalinda-e-centin-centina/

Alex Pinna

marzo 26th, 2012 § 0

Alex Pinna racconta favole. Poetiche, intime, ironiche. Gatto Silvestro ha finalmente vinto e del canarino Titti rimangono solo le piume gialle (Mi è sembrato di vedere un gatto, 1997). Willie il Coyote può stare tranquillo. Be Beep è rimasto schiacciato sotto un’incudine. (Fucket Bird, 1994). L’ombra gigante di una figurina sdraiata fatta di corda, ci rammenta di fare silenzio (Alias, 2004). Guardate l’orizzonte, sembra indicare un personaggio di bronzo patinato dalle gambe lunghissime (Orizzonte, 2006).
Sono delicate le opere di Alex Pinna, nel vero senso della parola. Sopraggiungono sottovoce non imponendosi con la prestanza fisica. Arrivano leggeri. Hanno origine dall’idea di plasmare la materia con le mani. Di raccontare una storia. Di essere semplici.
Guarda sBronzo (2002) e poi riderai. Guarda sBronzo Usa (2002) e riderai ancora di più. Abbraccia la bottiglia con una miracolosa eleganza l’ometto grigio dalle gambe lunghissime protagonista di questi lavori. La bottiglia sembra vuota, ma lui in crisi d’astinenza vi ha introdotto la sua piccola testolina. E’ in equilibrio precario.
C’è Pinocchio appeso ad una lampadina attaccata al soffitto in Perché io no (Lucignolo) del 2000. Presenza nuova e, sicuramente straordinaria per una lampada qualsiasi. Ma anche per noi che quell’opera la guardiamo. Bronzo patinato e lampada. Sembra l’immagine finale di una favola che porta con sé tutte le emozioni del racconto che c’è stato e le trasmette al fruitore con la stessa intensità.
È bello, bellissimo il mondo costruito da Alex Pinna. Tra materiali diversi, oggetti più o meno insoliti, spazio e ambientazioni ha colpito la sensibilità del suo fruitore. E, soprattutto, ha fatto il possibile affinché riuscisse ad osservare le cose da altri punti di vista. Quelli della poesia, del romanticismo e dell’ironia, per non prendersi troppo sul serio.

http://www.alexpinna.org/

Muri. James Kalinda. Centina.

marzo 19th, 2012 § 0

Guardare un muro vuoto e vederci subito qualcosa dentro. Non è da tutti. E’ la fortuna di pochi. E’ la loro fortuna, di James Kalinda e di Centina tanto per cominciare.
Aspettare il posto giusto, capire quando entrare. Il freddo e i vetri rotti e i rulli e il colore e i pennelli. Le bozze. Gli zaini, le birre e i panini. La voglia di disegnare.
L’occasione si crea sempre, può essere l’inaugurazione di una mostra a Milano, il sole una domenica mattina o il segnale di un gentile personaggio che richiama l’attenzione sul dover lasciare la traccia bella di una cosa viva in giro per le strade e le città.
Accompagnarli è un pò come fare un salto nel buio. Cosa succederà? Guardarli decidere gli spazi migliori è una fortuna. Osservarli all’opera, una preziosa e indimenticabile esperienza da raccontare.
Non fai in tempo a capire dove è bene non mettere i piedi per evitare guai, che loro hanno già tracciato il contorno di quella che sarà una vera opera d’arte. Avvicinarsi e allontanarsi dal muro, sono diversi i punti di vista.
Loro ci hanno fatto anche un libro che si chiama Atroce.
Loro insegnano a camminare con la testa alta perchè ci potrebbe essere qualcosa di interessante in ogni angolo.
Loro insegnano a saltar dei muri.

Seguirli è bene.

http://www.atrocebook.com/face/viewbuy-the-book

http://www.jameskalinda.com

http://www.flickr.com/photos/centina/

Hand Puppets. Paul Klee.

marzo 13th, 2012 § 0

Mr. Death, Crowned Poet, Mr. Drake, Buddhist Monk, The Sultan, Black Specter, Philistine, Big-Eared Clown. Sono loro i protagonisti di questo catalogo. Hand Puppets. Figurine bizzarre e grottesche, giocattoli nati per il figlio Felix. Un tesoro nascosto e privato, così preziosamente custodito da non poterlo tenere troppo sconosciuto. Ecco l’altra parte delle opere di Paul Klee. Opere ambigue che raccontano l’arte e il gioco, il dialogo tra un padre e un figlio, l’immaginazione artistica e la delizia e l’ingenuità dell’infanzia.
C’è tutto l’altro mondo di Klee in questi burattini. Il sogno, il circo, i maghi, gli acrobati, il diavolo, i musicisti e i fantasmi.
C’è la vita.
E c’è tutta la dolcezza di un padre geniale con mani fatate capaci di esaudire il sogno di un figlio bambino.

Paul Klee. Hand Puppets. Hatje Cantz Ed. 152 pagine. 182 illustrazioni.

BilBolBul. Bologna.

marzo 4th, 2012 § 0

Le vie del centro di Bologna sono piccole e strette e lunghe e contorte e poi ancora grandi e trafficate. Passeggiarci dentro senza la cartina in mano da turista è un pò come lasciarsi trasportare dall’onda leggera del mare. Sabato mi ci sono tuffata nell’acqua per vedere il Bilbolbul, il festival del fumetto.
Librerie, gallerie, hotel, biblioteche, aule universitarie piene di fumetti.
Bologna con il sole. Affaticarsi camminando senza sentire la fatica perchè alzando la testa o sbirciando dentro una vetrina gli occhi sono sempre stati impegnati a guardare disegni sui fogli di carta. Il tempo per fermarsi non c’è stato.
Treni di Guido Volpi alla libreria Modo Infoshop. Forme dell’asenza di Ceccato Paci Dr. Pira Bravi alla Ono arte contemporanea. Bacio a cinque di Giulia Sagramola e Il Magnifico lavativo di Tullio Pettinato alla libreria le Trame. Non senza mano cattiva e altri graffi di Rocco Lombardi allo spazio Nazario 32. Horse – Zone di Blexbolex alla Squadro stamperia d’arte.
Una pausa l’ho fatta però. Per due cose, anzi tre.
La mostra Pali della luce di Paolo Cattaneo alla libreria Inuit di via Petronio e il libro della stessa, prodotta dalla Inuit che ho scoperto essere una nuova associazione culturale che promuove la divulgazione di pubblicazioni autoprodotte di fumetti, illustrazioni, stampe e manufatti artigianali.
E il libro A4GOD. Una raccolta di disegni di 105 artisti italiani e stranieri con un tema unico comune, la loro idea di Dio. Non solo bello il progetto, ma anche il formato del volume.
Consigli per gli acquisti.

http://www.a4god.com/

http://www.inu-it.com/

Octopus & Grapefruit

febbraio 27th, 2012 § 0

MERCOLEDI’ 29 FEBBRAIO 2012
Dalle 20.00
Circolo Giovane Italia
Parma

OCTOPUS LAB PROJECT. GRAPEFRUIT ART BOOKS
E’ una rete di persone che si confronta, che a volte collabora e che cerca di promuovere il proprio lavoro pur perseguendo strade a volte molto diverse.
T-shirt disegnate a mano e riprodotte in serie mediante l’uso di telai, design con materiale di recupero, bioarchitettura, illustrazioni e grafica, libri d’arte….insomma vedrete un pò delle idee che hanno in testa!
Le T-shirt e i libri saranno in vendita!

octopuslabproject.wordpress.com

ROUGE CIEL- un essai sur l’art brut

febbraio 20th, 2012 § 0

Rouge ciel – un essai sur l’art brut è’ il primo film-documentario dedicato all’art brut.
Bellissimo e potente. Le parole e la musica raccontano storie talmente intense e coinvolgenti che risulta difficile riuscire a trovare le frasi giuste per sottolineare l’autentico valore culturale e conoscitivo di questo film.
Bisogna guardarlo.
Bisogna ascoltarlo.
Bisogna prendere appunti.
Bisogna segnarsi i nomi dei protagonisti.
Bisogna poi continuare a portarli in giro con sè dentro ad una valigia immaginaria.
Bisogna non dimenticarsi mai di loro.
Bisogna fare i conti con che cosa sia l’arte.
E, finalmente, bisogna fare i conti con l’Art brut.

Il dvd del film sarà in vendita alla Rizomi Art Brut di Torino in lingua inglese o francese

http://www.rizomi.it

http://www.abcd-artbrut.net/spip.php?article1027

Diane Arbus

febbraio 15th, 2012 § 0

Profonda. Profondissima. Dentro le storture della società. Una marcia in più, con l’occhio scaltro a capire quando fermare il tempo per intrappolare la diversità. La bella diversità. L’oscena diversità. L’affascinante diversità. Si è uccisa, troppi pensieri. Troppo stanca. Troppi sassi. Troppe poche parole per riuscire a capirla. Forse, meglio così.
Poche parole, molte fotografie.
Un mondo rivoltante, ma affascinante. Un viaggio infinito, difficile. Cominciarlo è arricchimento, continuarlo è crescita. Come sempre. Ne vale la pena.
Due libri. Due scelte. Due tentativi per curiosare.

Diane Arbus: Revelations, Doon Arbus, Random House, 2003
Diane Arbus. Vita e morte di un genio della fotografia, Patricia Bosworth, Rizzoli, 2006